Ora... fermo restando che il sottovalutare (nei confronti del fisco) il valore del proprio asset possa essere stata una mossa furba, soprattutto in relazione ad una situazione debitoria piuttosto ingente, resta da vedere se l'Estate del cantante abbia effettivamente esagerato nel sottostimare il valore complessivo dell'immagine di Jackson nel tentativo di rimandare un pagamento milionario al fisco che nessuno sarebbe stato in grado di pagare nei primi anni in seguito alla morte dell'artista visti i debiti, o se, il Fisco Americano potrà effettivamente dimostrare che nel 2009, nonostante tutto, Michael si trovasse ancora in una situazione economico-finanziaria di tutto rispetto, almeno potenzialmente, e quindi, in grado di pagare tasse milionarie.
Detto questo, l'appuntamento in tribunale potrebbe durare almeno tre settimane, alla fine delle quali si saprà se l'Estate sarà riuscita a risparmiare qualcosa, se si riuscirà a raggiungere un accordo, se avrà fatto un lavoro accurato nella definizione degli assets di Jackson al 2009, oppure se il Fisco Americano riuscirà ad ottenere quello che ritiene giusto sbugiardando John Branca & Company.
JOHN BRANCA SUL BANCO DEI TESTIMONI
John Branca, avvocato di fama internazionale, si è seduto lunedi sul banco dei testimoni nel primo giorno del processo legato
alla battaglia legale che vede contrapposti l'Estate di Michael Jackson e l'IRS, il Fisco Americano, una causa che potrebbe valere alcuni milioni di dollari di tasse ancora da pagare.
Branca, che ha rappresentato il re del pop nell'arco di quasi tre decadi, è stato interrogato dopo pranzo per quasi quattro ore dal collega, e avvocato per l'Estate, Howard Weitzman. Il processo potrebbe durare almeno tre settimane con gli avvocati di entrambe le parti impegnate nel tentativo di convincere il giudice che il "loro" valore, dato all'immagine di Jackson al momento della sua morte, sia quello corretto. Jackson è universalmente riconosciuto come uno dei più grandi talenti musicali che sia mai vissuto, ma il tribunale dovrà decidere in che modo le accuse di abuso sui minori, i rumors di abuso di farmaci e la mancanza di tours e di dischi realizzati negli ultimi anni della sua vita possano essere state cause sufficienti a svalutarne il valore commerciale in modo così drammatico.
In un clima piuttosto cordiale e decisamente differente rispetto a quello visto in altre aule dello stesso tribunale federale di Los Angeles, il giudice Mark Holmes, gli avvocati e i testimoni, Branca incluso, hanno alternato battute scherzose a serie conversazioni riguardo ai problemi finanziari dell'artista.
Branca ha riferito in tribunale come Jackson avesse circa 400 milioni di dollari di debiti quandò morì, lasciando di fatto gli avvocati dell'Estate nel difficile compito di doversi muoverein modo da scongiurare pignoramenti sulle proprietà e sui diritti musicali del cantante. (Le parti sono in disaccordo anche sull'ammontare delle entrate di Jackson in merito agli interessi nel catalogo Sony-ATV e MIJAC e sul loro effettivo valore)
Il clima disteso dell'aula ha dato a Branca la possibilità di essere più eloquente per quanto riguarda le sue risposte all'avvocato Weitzman, una loquacità che sicuramente non sarebbe stata consentita in altre circostanze.
"Sto cercando di trattenere le lacrime" Branca ha riferito. "Michael era un genio. Era un bravo ragazzo. Quando parlo di queste cose, in realtà le dico con affetto."
Tra le molte offerte per il cantante, Branca aiutò a rinegoziare il suo contratto discografico come artista solista e firmò l'accordo di sponsorship tra Pepsi e la famiglia Jackson nel 1984 per il Victory Tour. "Michael mi chiese di includere nel contratto che non si sarebbe mai fatto vedere con una lattina di Pepsi in mano e che non avrebbe mai dovuto essere ripreso in video per più di tre secondi." riferisce Branca.
Dieci anni più tardi, il lavoro non era più così facile. A metà degli anni novanta Michael si stava preparando per il suo ritorno con l'HIStory tour e le prime accuse contro di lui ebbero come effetto che nessuno sponsor fosse interessato.
"Ci furono delle offerte per l'utilizzo del nome di Michael e della sua immagine durante quel periodo?" chiede Weitzman...
"Niente di credibile, che io ricordi..." risponde Branca.
Ovviamente provare che l'immagine di Jackson, così come la sua reputazione, fosse danneggiata dalle accuse di quegli anni e dall'accanimento dei tabloids è un punto cruciale nella strategia dell'Estate a supporto della propria valutazione del valore di immagine al momento della prematura scomparsa.
Dopo diversi anni senza aver lavorato insieme, Branca incontra Michael poco più di una settimana prima del 25 Giugno 2009 proponendogli una lista di potenziali idee. Quella lista includeva un film dedicato a "Thriller", una divertente attrazione stile casa stregata, così come album e riedizioni in dvd, ma niente che includa la licenza del nome del cantane ne della sua immagine.
Weitzman ha proseguito chiedendo se i musicisti generalmente facessero molti soldi con il merchandising in generale, licenziando il proprio nome o la loro immagine per tazze, t-shirts e altri memorabilia. "No" ha risposto Branca. "Quelle entrate, per la maggior parte degli artisti, sono irrisorie rispetto ai soldi che si fanno registrando album, con le loro canzoni e soprattutto con i tour. Pubblicare un disco non ha niente a che vedere con il concedere diritti connessi al nome e all'immagine dell'artista.
Anche questo sembra essere un punto fondamentale, perchè fin dalla morte del cantante, l'Estate ha usato immagini di prove mai pubblicate per produrre il lungometraggio This Is It, diventato uno dei maggiori incassi per ciò che riguarda i film-concerto e lanciato un lucrativo show in Las Vegas in partnership con il Cirque Du Soleil. Branca ha riferito che nessuno di questi esempi si configura come un contratto di cessione di diritti di immagine.
Dopo due tentativi falliti di lanciare una linea di abbigliamento quando Michael era ancora in vita, l'unica occasione che ha mostrato un certo tipo di potenzialità era legata ad una compagnia di vestiti per teenagers chiamata "Supreme". Branca ha spiegato al giudice che i ragazzini adorano le felpe di quella compagnia e l'accordo rappresenta un tentativo di riaffermare il brand Jackson alle nuove generazioni. "Non abbiamo fatto soldi da quello, ma forse un giorno avremo dei nuovi fans" avrebbe riferito.
L'avvocato dell'IRS ha declinato poi l'invito a contro interrogare il teste riservandosi il diritto di poterlo chiamare al banco dei testimoni più avanti nel procedimento.
Source: http://www.hollywoodreporter.com/thr-es ... ial-972528
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