Testamento biologico, una legge e un dubbio
Il nodo da sciogliere: prevedere o meno la possibilità per il paziente di chiedere la sospensione dell’alimentazione e dell’idratazione artificiale. Berlinguer: "La Costituzione è chiara, nessuno può ricevere trattamenti contro la propria volontà"
Questa volta la legge sul testamento biologico si farà. Dopo i tentativi di tre legislature, con decine di proposte che mai il Parlamento è riuscito a mediare, l’unica certezza è che dopo la morte di Eluana il legislatore non tornerà più indietro. Il governo ha infatti rinunciato al contestato disegno di legge presentato venerdì scorso in Consiglio dei ministri, ideato dall’esecutivo per impedire lo stop all’alimentazione per la ragazza in stato vegetativo da 17 anni. Si riparte, allora, proprio dal testamento biologico, cioè dal testo già incardinato in commissione Sanità a Palazzo Madama. Con tempi che si prevedono rapidi: tutti i gruppi hanno annunciato di voler agire con celerità, sia in commissione sia in aula, per avvivare al più presto a un provvedimento organico sulla delicata questione.
DAL TESTAMENTO BIOLOGICO AL “DAT”. Il nodo da sciogliere rimane sempre lo stesso: prevedere o meno la possibilità per il paziente di chiedere la sospensione dell’alimentazione e dell’idratazione artificiale. Su questo punto il ddl all’esame del Senato non ha dubbi: nel testamento biologico il paziente non potrà mai chiedere di fermare la nutrizione artificiale. Potrà rifiutare altre cure che, in casi estremi, rischiano di diventare accanimento terapeutico, ma non il sondino che fornisce cibo e acqua artificiali. Si tratta di una decina di articoli in cui si pianta una serie di paletti ben precisi per chi deciderà scrivere le cosiddette “Dat”, cioè le “Dichiarazioni anticipate di trattamento” (una dizione preferita a quella di testamento biologico). A partire dal divieto assoluto di ogni forma di eutanasia perché il diritto alla vita – si legge nel primo articolo del provvedimento – è inviolabile e indisponibile, “anche nella fase terminale dell’esistenza e nell’ipotesi in cui il titolare non sia più in grado di intendere evolvere”.
LE MOZIONI AL SENATO. L’aula di Palazzo Madama ha iniziato stamani (10 febbraio) la discussione delle mozioni presentate da Pdl, Pd e Idv. “Il governo – chiede la mozione del Partito democratico – sostenga economicamente la legge sul testamento biologico, che può prevedere la sospensione dell’alimentazione e dell’idratazione, e deve ispirarsi a principi quali il no all’eutanasia, la contrarietà all’accanimento terapeutico e la promozione dell’alleanza terapeutica tra medico e paziente”. Argomenti simili dall’Italia dei valori, nella cui mozione si chiede un testo sul trattamento biologico “nel pieno e conforme rispetto dell’articolo 32 della Costituzione”. Questo articolo, citato più volte in questi giorni, riguarda la tutela della salute e sostiene che “nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizioni di legge”. In Aula il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, è intervenuto per illustrare il parere del governo, esprimendo parere favorevole al solo documento della maggioranza che esclude la sospensione dell’alimentazione e dell’idratazione.
L’ITER PARLAMENTARE. Per decidere il calendario a tappe forzate per i prossimi giorni, oggi pomeriggio alle 15,30 è stato convocato un ufficio di presidenza della commissione. Anche la Camera non esaminerà il ddl sul caso Englaro accantonato ieri dal governo. L’aula torna al programma precedente che vedeva convocata una seduta alle 17 per esaminare il ddl Brunetta. Questa la decisione della conferenza dei capigruppo di Montecitorio. Durante la riunione il governo ha sollecitato la Camera a esaminare celermente il provvedimento sul testamento biologico non appena giungerà dal Senato.
TRATTAMENTI SANITARI OBBLIGATORI? “L’articolo 32 della nostra Costituzione parla chiaro: nessuno può essere obbligato a ricevere trattamenti sanitari contro la propria volontà”. Giovanni Berlinguer, ex presidente del Comitato nazionale di bioetica, interviene così sulla vicenda dai microfoni di RadioArticolo1. Dello stesso avviso il costituzionalista Stefano Rodotà: “Non si può imporre alle coscienze individuali determinati convincimenti morali”, ha detto, sostenendo inoltre la “piena legittimità giuridica della scelta di rifiutare le cure in punto di morte, come previsto, oltre che dalla Costituzione, dalla sentenza della Cassazione dell’ottobre 2007, nonché da altri dispositivi normativi ordinari”. Analoghe le considerazioni di Maria Gigliola Toniollo, responsabile dell’Ufficio Nuovi Diritti Cgil, che ha denunciato “l’insostenibilità delle ingerenze della Chiesa nei confronti delle tematiche che riguardano l’autodeterminazione e le scelte degli individui sul proprio corpo e sulla propria vita, come accaduto anche nel caso della legge 40 sulla fecondazione assistita, che è intrusiva e irrispettosa della persona”.
Testamento biologico
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Testamento biologico, Veltroni: presto la proposta Pd
Il leader Pd: ''Un progetto ben diverso da quello della destra. Ma nessuno si scandalizzi se anche dentro il nostro partito vi saranno singole posizioni differenti''
Roma, 13 feb. (Adnkronos/Ign) - "Tra qualche giorno sarà ufficializzata la nostra proposta" sul testamento biologico. Lo dice il segretario del Pd Walter Veltroni in un'intervista pubblicata sul prossimo numero di 'Vanity fair'. "Il gruppo parlamentare - spiega - ha lavorato sul disegno di legge di Ignazio Marino che, dietro esplicita dichiarazione di volontà, autorizza la sospensione della nutrizione e dell'idratazione forzate. Un progetto ben diverso da quello della destra, ma nessuno si deve scandalizzare se, su un terreno come questo, anche dentro il nostro partito vi saranno singole posizioni differenti".
Inoltre, il partito democratico è al lavoro per proporre "emendamenti ragionati e logici" al disegno di legge sul testamento biologico messo a punto dalla maggioranza. Ignazio Marino, senatore del Pd in Commissione Igiene e sanità, annuncia le prossime mosse del partito per cercare di 'correggere' il testo di legge che più volte ha definito "una inefficace burocratizzazione della morte e del fine vita". Marino ammette di nutrire però dei dubbi: "L'attitudine di questa maggioranza - dice - è quella di non cambiare di una virgola i propri disegni di legge. Se ciò avverrà anche in questo caso - ammette - allora sarebbe meglio non cambiare niente, e non mettere una toppa a una legge così inefficace e incostituzionale da rendere molto semplice cancellarla".
Il leader Pd: ''Un progetto ben diverso da quello della destra. Ma nessuno si scandalizzi se anche dentro il nostro partito vi saranno singole posizioni differenti''
Roma, 13 feb. (Adnkronos/Ign) - "Tra qualche giorno sarà ufficializzata la nostra proposta" sul testamento biologico. Lo dice il segretario del Pd Walter Veltroni in un'intervista pubblicata sul prossimo numero di 'Vanity fair'. "Il gruppo parlamentare - spiega - ha lavorato sul disegno di legge di Ignazio Marino che, dietro esplicita dichiarazione di volontà, autorizza la sospensione della nutrizione e dell'idratazione forzate. Un progetto ben diverso da quello della destra, ma nessuno si deve scandalizzare se, su un terreno come questo, anche dentro il nostro partito vi saranno singole posizioni differenti".
Inoltre, il partito democratico è al lavoro per proporre "emendamenti ragionati e logici" al disegno di legge sul testamento biologico messo a punto dalla maggioranza. Ignazio Marino, senatore del Pd in Commissione Igiene e sanità, annuncia le prossime mosse del partito per cercare di 'correggere' il testo di legge che più volte ha definito "una inefficace burocratizzazione della morte e del fine vita". Marino ammette di nutrire però dei dubbi: "L'attitudine di questa maggioranza - dice - è quella di non cambiare di una virgola i propri disegni di legge. Se ciò avverrà anche in questo caso - ammette - allora sarebbe meglio non cambiare niente, e non mettere una toppa a una legge così inefficace e incostituzionale da rendere molto semplice cancellarla".
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Testamento biologico, in piazza a Roma contro il ddl: se passa subito referendum
Beppino Englaro: legge barbara. Marino: via l'articolo 2
Bonino: sul testamento biologico Veltroni pavido

Si al testamento biologico no alla tortura di Stato. E' una Piazza Farnese gremita di gente quella che ha ospitato la manifestazione organizzata da Micromega contro il ddl sul fine vita messo a punto dalla maggioranza. Una protesta a cui hanno aderito radicali, verdi, Rifondazione e Italia dei Valori.
Attorno alla piazza banchetti per la raccolta firme contro il disegno di legge e telecamere per registrare video testamento biologico.
Alla manifestazione ha aderito, in collegamento telefonico, anche Beppino Englaro. «Non ci sono altre strade, oltre al referendum, se passa questa legge che è barbarie, che impone condizioni di vita contrarie alla vita umana stessa». Alla gente che lo accoglie con un lungo applauso, il papà di Eluana dice: «Sono convinto che gli italiani non si lasceranno imporre una legge del genere. Le battaglie di libertà hanno il loro prezzo e le dobbiamo portare fino in fondo». La sua, durata 17 anni, è un «patrimonio che deve essere messo al servizio della società italiana».
Ignazio Marino è già pronto a dare battaglia. Innanzitutto, «per chiedere l'annullamento dell'articolo 2 della legge in discussione che - dice - prevede che non possano essere sospese terapie dalla cui sospensione si può consentire la morte del paziente». Insomma, «se dovesse passare questa legge non ci sarebbe possibilità di scelta nemmeno per il paziente lucido in grado di comunicare». Per questo il senatore, ex capogruppo Pd in commissione Sanità, a breve presenterà un emendamento «per reinserire i 13 articoli della sua proposta di legge «volta a riconoscere aiuti finanziari alle famiglie di malati terminali bisognose».
Per Emma Bonino la legge «non solo è proibizionista e ideologica ma nega la possibilità ai cittadini di scegliere, imponendo un unico comportamento e invece questa è più drammaticamente una questione di libertà. Qui di
testamento biologico non c'è nulla - incalza la vicepresidente del Senato -, questa è una legge contro il testamento biologico, come la legge 40 era contro la procreazione assistita». Poi la stoccata al'ex segretario del Pd: «Ho chiesto tante volte in pubblico a Veltroni di partecipare a manifestazioni a favore di una legge laica sul testamento biologico, ma non c'è mai stato niente da fare. Oggi non mi sembra che questa pavidità gli abbia dato buoni risultati».
«La vita appartiene a noi non al governo né alla chiesa - scandisce Paolo Flore D'Arcais, direttore di Micromega - non vogliamo imporre niente a nessuno ma è mostruoso che sia una maggioranza
politica a decidere per te. Spero che i parlamentari si rendano conto e si sottraggano», dal votare quel testo. «I cittadini rifiutano una legge anti costituzionale e se il Parlamento la approverà si
ritroveranno contro la Corte Costituzionale e i cittadini stessi che risponderanno con un referendum».
Una manifestazione, aggiunge Pancho Pardi, organizzata anche perché «rifiutiamo di essere catalogati come il partito della morte mentre il centrodestra si autodefinisce il partito della vita».
Furio Colombo, invece, si chiede «come mai solo in Italia ci sia un'interferenza così forte dello Stato Vaticano». Il ddl messo a punto dalla maggioranza, taglia corto, è «la più intollerabile intromissione nelle nostre vite e nel diritto più sacro di comepoter vivere e morire».
Beppino Englaro: legge barbara. Marino: via l'articolo 2
Bonino: sul testamento biologico Veltroni pavido

Si al testamento biologico no alla tortura di Stato. E' una Piazza Farnese gremita di gente quella che ha ospitato la manifestazione organizzata da Micromega contro il ddl sul fine vita messo a punto dalla maggioranza. Una protesta a cui hanno aderito radicali, verdi, Rifondazione e Italia dei Valori.
Attorno alla piazza banchetti per la raccolta firme contro il disegno di legge e telecamere per registrare video testamento biologico.
Alla manifestazione ha aderito, in collegamento telefonico, anche Beppino Englaro. «Non ci sono altre strade, oltre al referendum, se passa questa legge che è barbarie, che impone condizioni di vita contrarie alla vita umana stessa». Alla gente che lo accoglie con un lungo applauso, il papà di Eluana dice: «Sono convinto che gli italiani non si lasceranno imporre una legge del genere. Le battaglie di libertà hanno il loro prezzo e le dobbiamo portare fino in fondo». La sua, durata 17 anni, è un «patrimonio che deve essere messo al servizio della società italiana».
Ignazio Marino è già pronto a dare battaglia. Innanzitutto, «per chiedere l'annullamento dell'articolo 2 della legge in discussione che - dice - prevede che non possano essere sospese terapie dalla cui sospensione si può consentire la morte del paziente». Insomma, «se dovesse passare questa legge non ci sarebbe possibilità di scelta nemmeno per il paziente lucido in grado di comunicare». Per questo il senatore, ex capogruppo Pd in commissione Sanità, a breve presenterà un emendamento «per reinserire i 13 articoli della sua proposta di legge «volta a riconoscere aiuti finanziari alle famiglie di malati terminali bisognose».
Per Emma Bonino la legge «non solo è proibizionista e ideologica ma nega la possibilità ai cittadini di scegliere, imponendo un unico comportamento e invece questa è più drammaticamente una questione di libertà. Qui di
testamento biologico non c'è nulla - incalza la vicepresidente del Senato -, questa è una legge contro il testamento biologico, come la legge 40 era contro la procreazione assistita». Poi la stoccata al'ex segretario del Pd: «Ho chiesto tante volte in pubblico a Veltroni di partecipare a manifestazioni a favore di una legge laica sul testamento biologico, ma non c'è mai stato niente da fare. Oggi non mi sembra che questa pavidità gli abbia dato buoni risultati».
«La vita appartiene a noi non al governo né alla chiesa - scandisce Paolo Flore D'Arcais, direttore di Micromega - non vogliamo imporre niente a nessuno ma è mostruoso che sia una maggioranza
politica a decidere per te. Spero che i parlamentari si rendano conto e si sottraggano», dal votare quel testo. «I cittadini rifiutano una legge anti costituzionale e se il Parlamento la approverà si
ritroveranno contro la Corte Costituzionale e i cittadini stessi che risponderanno con un referendum».
Una manifestazione, aggiunge Pancho Pardi, organizzata anche perché «rifiutiamo di essere catalogati come il partito della morte mentre il centrodestra si autodefinisce il partito della vita».
Furio Colombo, invece, si chiede «come mai solo in Italia ci sia un'interferenza così forte dello Stato Vaticano». Il ddl messo a punto dalla maggioranza, taglia corto, è «la più intollerabile intromissione nelle nostre vite e nel diritto più sacro di comepoter vivere e morire».
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Il testamento biologico non sarà «vincolante»
Il Senato ha approvato in prima lettura - con 150 voti a favore, 123 contrari e 3 astenuti - il ddl Calabrò sul testamento biologico. Il testo passa ora al vaglio della Camera. Una giornata, quella vissuta oggi a palazzo Madama, all'insegna delle proteste e delle manifestazioni su un testo discusso, contestato, sul quale si sono spaccati gli schieramenti, si sono divise le coscienze. A favore del provvedimento hanno votato Pdl, Lega e Udc, contrari Pd e Idv. In dissenso dal loro gruppo, per ragioni diverse, hanno votato i senatori del Pdl Ferruccio Saro, Lucio Malan, Laura Bianconi, Marcello Pera e Antonio Paravia. Così come in dissenso hanno votato nell'opposizione i senatori del Pd Claudio Gustavino ed Emanuela Baio.
Battaglia sull'eliminazione del carattere vincolante del bio-testamento. Superato ieri fra le polemiche lo scoglio del no alla sospensione di alimentazione e dell'idratazione artificiali - approvato ieri – oggi nuova battaglia sull'eliminazione del carattere vincolante del testamento biologico. L'aula ha, infatti, approvato un emendamento del senatore Antonio Fosson (Udc-Svp-Autonomie) che cambia il primo comma dell'articolo 4, che, per una modifica in commissione voluta dalla maggioranza, stabiliva che le Dichiarazioni anticipate di trattamento «non sono obbligatorie, ma sono vincolanti». L'emendamento approvato in aula sopprime le parole «ma sono vincolanti».
Pd, «è il bacio della morte al testamento biologico». Forti le proteste dai banchi dell'opposizione. Per il senatore del Pd, Ignazio Marino «questo é il bacio della morte alla legge sul testamento biologico, da stamane ufficialmente carta straccia». Rendere non vincolante il testamento biologico, ha commentato Anna Finocchiaro, presidente dei senatori del Pd «é l'imbroglio di questa legge. Gli italiani pensano che con questo provvedimento potranno scegliere se morire naturalmente oppure se chiedere di essere mantenuti in vita artificialmente il più a lungo possibile. E invece non é così, dichiareranno ed esprimeranno una volontà che sarà tradita e potrà essere tradita in ogni momento».
Cartelli Idv: «testamento bio-illogico». Davanti alla telecamera hanno inscenato una protesta i senatori dell'Italia dei valori, con cartelli con la scritta «testamento ideologico», «testamento bio-illogico», «referendum». Ha spiegato il presidente del gruppo Felice Belisario: «si sta approvando una bruttissima legge, che imbroglia gli italiani». L'Italia dei valori proporrà di impugnare la legge con un referendum abrogativo.
Calabrò, il testo nell'essenza non è cambiato. Nella controreplica, il relatore Raffaele Calabrò, ha detto che il «testo nella sua essenza e logica non è mai cambiato. Quando abbiamo scritto che queste Dichiarazioni anticipate di trattamento non sono vincolanti fatto salvo il ruolo del medico. Non sono obbligatorie, punto. Se la medicina è cambiata, avrebbe ragionato con malato, ma ora che il malato non è più cosciente, ragiona con il fiduciario. Si tratta di rendere reali i desideri del paziente, riattualizzati dal medico».
Dat valide per 5 anni. La validità delle dichiarazioni anticipate di trattamento resta di 5 anni, dopo la riformulazione di un emendamento della senatrice del Pdl, Laura Bianconi che originariamente prevedeva di riportare la durata delle Dat a 3 anni. Fra le altre modifiche, per il Pd «la figura del fiduciario è svilita e ridotta al ruolo di un poliziotto». Le Regioni dovranno assicurare assistenza domiciliare per i malati in stato vegetativo persistente.
______________
Fine vita: il Senato approva il ddl sul testamento biologico
Divieto assoluto alla sospensione di alimentazione e idratazione e dichiarazioni anticipate di trattamento non vincolanti: passa al Senato il ddl Calabrò. 150 voti a favore, 123 contrari e 3 astenuti. La parola adesso alla Camera, ma l'opposizione annuncia battaglia. Restano i valori fondanti del ddl sul testamento biologico e scompare ogni riferimento all'accanimento terapeutico. I nodi centrali del disegno di legge.
ROMA - Cancellato ogni riferimento all'accanimento terapeutico, resta il divieto assoluto di sospendere i trattamenti di nutrizione e idratazione. Le dichiarazioni anticipate di trattamento, non più vincolanti, avranno validità di 3 anni. Con nove articoli, e non dieci come nel testo originario, il ddl Calabrò sul testamento biologico è stato approvato nella giornata di ieri in prima lettura dal Senato. 150 voti a favore, 123 contrari e 3 astenuti. A favore Pdl, Lega e Udc, contrari Pd e Idv. Restano i valori fondanti, ma le dichiarazioni anticipate di trattamento non saranno vincolanti per il medico che potrà rivederle, pur tenendone conto. Il testo passa ora al vaglio della Camera, ma l'opposizione annuncia battaglia, con di Pietro dell'Idv che fa appello all'incostituzionalità, e già pensa ad un referendum abrogativo.Ecco cosa prevede il testo del ddl Calabrò.
Tutela della vita e della salute. La vita umana è un "diritto inviolabile ed indisponibile, garantito anche nella fase terminale dell'esistenza e nell'ipotesi in cui la persona non sia più in grado di intendere e di volere". È quanto prevede il primo articolo del ddl sul testamento biologico, nel cui testo si tutela "la dignità di ogni persona in via prioritaria rispetto all'interesse della società e alle applicazioni della tecnologia e della scienza". Vietata ogni forma di eutanasia e di assistenza al suicidio, l'attività medica viene infatti riconosciuta come esclusivamente "finalizzata alla tutela della vita e della salute, nonché all'alleviamento della sofferenza". L'articolo richiama l'attenzione sul principio per cui la salute deve essere tutelata come "fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività". L'articolo inoltre garantisce che in casi di pazienti in stato di fine vita o in condizione di morte prevista come imminente, il medico debba astenersi da trattamenti "straordinari non proporzionati, non efficaci o non tecnicamente adeguati" alle condizioni cliniche del paziente e agli obiettivi di cura. Scompare dal testo ogni riferimento all'accanimento terapeutico.
Consenso informato. È il secondo articolo a trattarlo.Ogni trattamento sanitario, spiega il ddl, è attivato "previo consenso informato esplicito ed attuale del paziente prestato in modo libero e consapevole". Consenso al trattamento che può essere sempre revocato, anche parzialmente. Un emendamento a prima firma Rutelli, inoltre, introduce nell'articolo il diritto di parola ai minorenni nell'espressione del consenso.
Dichiarazioni anticipate di trattamento (Dat). È l'articolo 3 ad affrontare il tema della nutrizione e idratazione artificiale. Con il Dat, il dichiarante esprime "il proprio orientamento in merito ai trattamenti sanitari in previsione di un'eventuale futura perdita della propria capacità di intendere e di volere", ma l'alimentazione e l'idratazione vengono definite "forme di sostegno vitale e fisiologicamente finalizzate ad alleviare le sofferenze fino alla fine della vita", e soprattutto che "non possono formare oggetto di Dichiarazione Anticipata di Trattamento". Con il quarto articolo, le Dat vengono ritenute non obbligatorie e non vincolanti. La loro durata di validità è di 3 anni, non più di 5, come invece era stato deciso dalla Commissione Sanità.. L'articolo 6, inoltre, prevede la possibilità della nomina di un fiduciario come "l'unico soggetto legalmente autorizzato ad interagire con il medico" nell'interesse del paziente, "operando sempre e solo secondo le intenzioni legittimamente esplicitate dal soggetto nelle dichiarazioni anticipate".
Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità. Trovata la soluzione sul richiamo nell'articolo 3 del ddl sul testamento biologico alla Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità. Dopo una riformulazione del relatore, Raffaele Calabrò, al comma 6 dell'articolo 3, è stato approvato un emendamento che prevede "il rispetto" della convenzione siglata a New York il 13 dicembre del 2006. Nel testo originario si prevedeva che le norme su alimentazione e idratazione fossero "in armonia" con il trattato. La modifica è stata decisa dopo le proteste del Pd che non riteneva l'espressione "in armonia" giuridicamente corretta.
Ruolo del medico. L'articolo 7 prevede che le volontà espresse nelle Dat "sono prese in considerazione dal medico curante". Il medico, infatti, "non può prendere in considerazione indicazioni orientate a cagionare la morte del paziente" e "in contrasto con le norme giuridiche o la deontologia medica". Nel caso di controversia tra fiduciario ed il medico curante, la questione è sottoposta alla valutazione di un collegio di medici. Nonostante tutto, il parere espresso dal collegio "non è vincolante per il medico curante, il quale non è tenuto a porre in essere prestazioni contrarie alle sue convinzioni di carattere scientifico e deontologico". L'articolo 8, definisce poi le risoluzioni di contrasti sul consenso al trattamento sanitario in assenza del fiduciario, "la decisione è autorizzata dal giudice tutelare". L'autorizzazione giudiziaria, spiega il ddl, è necessaria "in caso di inadempimento o di inerzia da parte dei soggetti legittimati ad esprimere il consenso al trattamento sanitario".
Registro dei Dat e ruolo delle Regioni. Il ddl, inoltre prevede l'istituzione di un registro delle dichiarazioni anticipate di trattamento e un archivio unico nazionale informatico. Titolare del trattamento dei dati contenuti nel predetto archivio è il ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche sociali. Lo stesso ministero si impegna, come spiega l'articolo 5, ad adottare linee guida per le Regioni affinché assicurino assistenza domiciliare per i malati in stato vegetativo permanente attenendosi alle linee guida indicate dal ministero della Salute.
Il Senato ha approvato in prima lettura - con 150 voti a favore, 123 contrari e 3 astenuti - il ddl Calabrò sul testamento biologico. Il testo passa ora al vaglio della Camera. Una giornata, quella vissuta oggi a palazzo Madama, all'insegna delle proteste e delle manifestazioni su un testo discusso, contestato, sul quale si sono spaccati gli schieramenti, si sono divise le coscienze. A favore del provvedimento hanno votato Pdl, Lega e Udc, contrari Pd e Idv. In dissenso dal loro gruppo, per ragioni diverse, hanno votato i senatori del Pdl Ferruccio Saro, Lucio Malan, Laura Bianconi, Marcello Pera e Antonio Paravia. Così come in dissenso hanno votato nell'opposizione i senatori del Pd Claudio Gustavino ed Emanuela Baio.
Battaglia sull'eliminazione del carattere vincolante del bio-testamento. Superato ieri fra le polemiche lo scoglio del no alla sospensione di alimentazione e dell'idratazione artificiali - approvato ieri – oggi nuova battaglia sull'eliminazione del carattere vincolante del testamento biologico. L'aula ha, infatti, approvato un emendamento del senatore Antonio Fosson (Udc-Svp-Autonomie) che cambia il primo comma dell'articolo 4, che, per una modifica in commissione voluta dalla maggioranza, stabiliva che le Dichiarazioni anticipate di trattamento «non sono obbligatorie, ma sono vincolanti». L'emendamento approvato in aula sopprime le parole «ma sono vincolanti».
Pd, «è il bacio della morte al testamento biologico». Forti le proteste dai banchi dell'opposizione. Per il senatore del Pd, Ignazio Marino «questo é il bacio della morte alla legge sul testamento biologico, da stamane ufficialmente carta straccia». Rendere non vincolante il testamento biologico, ha commentato Anna Finocchiaro, presidente dei senatori del Pd «é l'imbroglio di questa legge. Gli italiani pensano che con questo provvedimento potranno scegliere se morire naturalmente oppure se chiedere di essere mantenuti in vita artificialmente il più a lungo possibile. E invece non é così, dichiareranno ed esprimeranno una volontà che sarà tradita e potrà essere tradita in ogni momento».
Cartelli Idv: «testamento bio-illogico». Davanti alla telecamera hanno inscenato una protesta i senatori dell'Italia dei valori, con cartelli con la scritta «testamento ideologico», «testamento bio-illogico», «referendum». Ha spiegato il presidente del gruppo Felice Belisario: «si sta approvando una bruttissima legge, che imbroglia gli italiani». L'Italia dei valori proporrà di impugnare la legge con un referendum abrogativo.
Calabrò, il testo nell'essenza non è cambiato. Nella controreplica, il relatore Raffaele Calabrò, ha detto che il «testo nella sua essenza e logica non è mai cambiato. Quando abbiamo scritto che queste Dichiarazioni anticipate di trattamento non sono vincolanti fatto salvo il ruolo del medico. Non sono obbligatorie, punto. Se la medicina è cambiata, avrebbe ragionato con malato, ma ora che il malato non è più cosciente, ragiona con il fiduciario. Si tratta di rendere reali i desideri del paziente, riattualizzati dal medico».
Dat valide per 5 anni. La validità delle dichiarazioni anticipate di trattamento resta di 5 anni, dopo la riformulazione di un emendamento della senatrice del Pdl, Laura Bianconi che originariamente prevedeva di riportare la durata delle Dat a 3 anni. Fra le altre modifiche, per il Pd «la figura del fiduciario è svilita e ridotta al ruolo di un poliziotto». Le Regioni dovranno assicurare assistenza domiciliare per i malati in stato vegetativo persistente.
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Fine vita: il Senato approva il ddl sul testamento biologico
Divieto assoluto alla sospensione di alimentazione e idratazione e dichiarazioni anticipate di trattamento non vincolanti: passa al Senato il ddl Calabrò. 150 voti a favore, 123 contrari e 3 astenuti. La parola adesso alla Camera, ma l'opposizione annuncia battaglia. Restano i valori fondanti del ddl sul testamento biologico e scompare ogni riferimento all'accanimento terapeutico. I nodi centrali del disegno di legge.
ROMA - Cancellato ogni riferimento all'accanimento terapeutico, resta il divieto assoluto di sospendere i trattamenti di nutrizione e idratazione. Le dichiarazioni anticipate di trattamento, non più vincolanti, avranno validità di 3 anni. Con nove articoli, e non dieci come nel testo originario, il ddl Calabrò sul testamento biologico è stato approvato nella giornata di ieri in prima lettura dal Senato. 150 voti a favore, 123 contrari e 3 astenuti. A favore Pdl, Lega e Udc, contrari Pd e Idv. Restano i valori fondanti, ma le dichiarazioni anticipate di trattamento non saranno vincolanti per il medico che potrà rivederle, pur tenendone conto. Il testo passa ora al vaglio della Camera, ma l'opposizione annuncia battaglia, con di Pietro dell'Idv che fa appello all'incostituzionalità, e già pensa ad un referendum abrogativo.Ecco cosa prevede il testo del ddl Calabrò.
Tutela della vita e della salute. La vita umana è un "diritto inviolabile ed indisponibile, garantito anche nella fase terminale dell'esistenza e nell'ipotesi in cui la persona non sia più in grado di intendere e di volere". È quanto prevede il primo articolo del ddl sul testamento biologico, nel cui testo si tutela "la dignità di ogni persona in via prioritaria rispetto all'interesse della società e alle applicazioni della tecnologia e della scienza". Vietata ogni forma di eutanasia e di assistenza al suicidio, l'attività medica viene infatti riconosciuta come esclusivamente "finalizzata alla tutela della vita e della salute, nonché all'alleviamento della sofferenza". L'articolo richiama l'attenzione sul principio per cui la salute deve essere tutelata come "fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività". L'articolo inoltre garantisce che in casi di pazienti in stato di fine vita o in condizione di morte prevista come imminente, il medico debba astenersi da trattamenti "straordinari non proporzionati, non efficaci o non tecnicamente adeguati" alle condizioni cliniche del paziente e agli obiettivi di cura. Scompare dal testo ogni riferimento all'accanimento terapeutico.
Consenso informato. È il secondo articolo a trattarlo.Ogni trattamento sanitario, spiega il ddl, è attivato "previo consenso informato esplicito ed attuale del paziente prestato in modo libero e consapevole". Consenso al trattamento che può essere sempre revocato, anche parzialmente. Un emendamento a prima firma Rutelli, inoltre, introduce nell'articolo il diritto di parola ai minorenni nell'espressione del consenso.
Dichiarazioni anticipate di trattamento (Dat). È l'articolo 3 ad affrontare il tema della nutrizione e idratazione artificiale. Con il Dat, il dichiarante esprime "il proprio orientamento in merito ai trattamenti sanitari in previsione di un'eventuale futura perdita della propria capacità di intendere e di volere", ma l'alimentazione e l'idratazione vengono definite "forme di sostegno vitale e fisiologicamente finalizzate ad alleviare le sofferenze fino alla fine della vita", e soprattutto che "non possono formare oggetto di Dichiarazione Anticipata di Trattamento". Con il quarto articolo, le Dat vengono ritenute non obbligatorie e non vincolanti. La loro durata di validità è di 3 anni, non più di 5, come invece era stato deciso dalla Commissione Sanità.. L'articolo 6, inoltre, prevede la possibilità della nomina di un fiduciario come "l'unico soggetto legalmente autorizzato ad interagire con il medico" nell'interesse del paziente, "operando sempre e solo secondo le intenzioni legittimamente esplicitate dal soggetto nelle dichiarazioni anticipate".
Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità. Trovata la soluzione sul richiamo nell'articolo 3 del ddl sul testamento biologico alla Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità. Dopo una riformulazione del relatore, Raffaele Calabrò, al comma 6 dell'articolo 3, è stato approvato un emendamento che prevede "il rispetto" della convenzione siglata a New York il 13 dicembre del 2006. Nel testo originario si prevedeva che le norme su alimentazione e idratazione fossero "in armonia" con il trattato. La modifica è stata decisa dopo le proteste del Pd che non riteneva l'espressione "in armonia" giuridicamente corretta.
Ruolo del medico. L'articolo 7 prevede che le volontà espresse nelle Dat "sono prese in considerazione dal medico curante". Il medico, infatti, "non può prendere in considerazione indicazioni orientate a cagionare la morte del paziente" e "in contrasto con le norme giuridiche o la deontologia medica". Nel caso di controversia tra fiduciario ed il medico curante, la questione è sottoposta alla valutazione di un collegio di medici. Nonostante tutto, il parere espresso dal collegio "non è vincolante per il medico curante, il quale non è tenuto a porre in essere prestazioni contrarie alle sue convinzioni di carattere scientifico e deontologico". L'articolo 8, definisce poi le risoluzioni di contrasti sul consenso al trattamento sanitario in assenza del fiduciario, "la decisione è autorizzata dal giudice tutelare". L'autorizzazione giudiziaria, spiega il ddl, è necessaria "in caso di inadempimento o di inerzia da parte dei soggetti legittimati ad esprimere il consenso al trattamento sanitario".
Registro dei Dat e ruolo delle Regioni. Il ddl, inoltre prevede l'istituzione di un registro delle dichiarazioni anticipate di trattamento e un archivio unico nazionale informatico. Titolare del trattamento dei dati contenuti nel predetto archivio è il ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche sociali. Lo stesso ministero si impegna, come spiega l'articolo 5, ad adottare linee guida per le Regioni affinché assicurino assistenza domiciliare per i malati in stato vegetativo permanente attenendosi alle linee guida indicate dal ministero della Salute.
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