Gelmini e le sue riforme...

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Gelmini e le sue riforme...

Messaggio da AlessiaJackson » 24 ottobre 2008, 12:53

... del c***o, oserei aggiungere al titolo. Ma è meglio di no... :smile:

L'intero Decreto http://www.camera.it/parlam/leggi/decreti/08112d.htm diventato poi Legge 133 http://www.camera.it/parlam/leggi/08133l.htm , porta con sé tante critiche, in particolare per la riforma di Maria Stella Gelmini.
Studenti, maestri e professori in questi giorni sono in rivolta nelle piazze di tutta Italia per dire un 'NO' categorico a tutto questo.
Ecco una sintesi del contenuto del provvedimento preso da Il Sole 24 Ore...

Accesso alle scuole universitarie di specializzazione di medicina e chirurgia (articolo 7). La disposizione limita la possibilità di presentare domanda alle scuole universitarie di specializzazione in medicina e chirurgia ai soli aspiranti già laureati, anche se non ancora abilitati, purché l'abilitazione venga conseguita entro la data di inizio delle attività didattiche.

Cittadinanza e Costituzione (articolo 1, commi 1 e 2). Dall'anno scolastico 2008/2009 sono attivate, oltre a una sperimentazione nazionale, azioni di sensibilizzazione e di formazione del personale finalizzata all'acquisizione nel primo e nel secondo ciclo di istruzione delle conoscenze e delle competenze relative a "Cittadinanza e Costituzione", nell'ambito delle aree storico-geografica e storico-sociale e del monte ore complessivo di queste materie. Iniziative analoghe saranno avviate anche nella scuola dell'infanzia. All'attuazione si provvede nei limiti delle risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili.

Entrata in vigore (articolo 8, comma 2).Il provvedimento entra in vigore il giorno stesso della pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale.

Finanza pubblica (articolo 8, commi 1 e 1-bis).Dall'attuazione del decreto non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. Sono fatte salve le competenze delle Regioni a statuto speciale e delle province autonome di Trento e Bolzano.

Graduatorie a esaurimento (articolo 5-bis). I docenti che hanno frequentato i corsi del IX ciclo presso le scuole di specializzazione per l'insegnamento secondario (Ssis) o i corsi biennali abilitanti di secondo livello a indirizzo didattico (Cobaslid) attivati nell'anno accademico 2007/2008 e hanno conseguito il titolo abilitante sono iscritti a domanda nelle graduatorie a esaurimento e sono collocati nella posizione spettante in base ai punteggi dei titoli posseduti. Nello stesso modo sono iscritti a domanda i docenti che hanno frequentato il primo corso biennale di secondo livello finalizzato alla formazione di docenti di educazione musicale delle classi di concorso 31/A e 32/A e di strumento musicale nella scuola media della classe di concorso 77/A e hanno conseguito la relativa abilitazione. Possono chiedere l'iscrizione con riserva alle graduatorie anche coloro che si sono iscritti nell'anno accademico 2007/2008 al corso di laurea in Scienze della formazione primaria e ai corsi quadriennali di didattica della musica (la riserva viene sciolta al conseguimento dell'abilitazione e la collocazione in graduatoria è disposta in base ai punteggi attribuiti ai titoli posseduti).

Libri di testo (articolo 5). I competenti organi scolastici adottano libri di testo in relazione ai quali l'editore si è impegnato a mantenere invariato il contenuto nella scuola primaria con cadenza quinquennale (salvo l'eventualità che si renda necessaria la pubblicazione di eventuali appendici di aggiornamento, che dovranno comunque essere disponibili separatamente), a valere per il successivo quinquennio e nella scuola secondaria di primo e secondo grado ogni sei anni, a valere per i successivi 6 anni (salvo specifiche e motivate esigenze). Il dirigente scolastico ha il compito di vigilare affinché le delibere del collegio dei docenti sull'adozione deui libri di testo siano assunte nel rispetto delle disposizioni.

Maestro unico (articolo 4). Nell'ambito degli obiettivi di razionalizzazione previsti dall'articolo 64 del Dl 112/2008 per la riorganizzazione del servizio scolastico e dell'assetto ordinamentale, organizzativo e didattico delle scuole, si prevede che le istituzioni scolastiche costituiscano nelle scuole primarie classi assegnate a un unico insegnante e funzionanti con un orario di ventiquattro ore settimanali. Nei regolamenti si terrà conto delle esigenze legate alla domanda delle famiglie di una più ampia articolazione del tempo-scuola. Una sequenza contrattuale definirà il trattamento economico dovuto all'insegnante unico della scuola primaria per le ore aggiuntive (si passa da un orario settimanale di 22 ore a uno di 24 ore) rispetto all'orario d'obbligo stabilito dalle attuali disposizioni contrattuali. Il ministro dell'Economia, di concerto con il ministro dell'Istruzione, provvederà alla verifica degli effetti finanziari a decorrere dal 1° settembre 2009. A seguito della verifica si provvederà, ove occorra e in via transitoria, a valere sulle risorse del fondo d'istituto delle istituzioni scolastiche da reintegrare con quota parte delle risorse rese disponibili dalle economie di spesa destinate a incrementare le risorse contrattuali (articolo 64, comma 9, del Dl 112/2008). La disciplina entra in vigore dall'anno scolastico 2009/2010 nelle prime classi del ciclo scolastico.

Pluralismo istituzionale (articolo 1, comma 1-bis). Previste iniziative per lo studio degli statuti regionali delle Regioni ad autonomia ordinaria o speciale con lo scopo di promuovere la conoscenza del pluralismo istituzionale, definito dalla Carta costituzionale.

Sicurezza nelle scuole (articolo 7-bis). Al piano straordinario per la messa in sicurezza degli edifici scolastici è destinato un importo non inferiore al 5% delle risorse stanziate per il programma delle infrastrutture strategiche. Sono revocate le economie comunque maturate alla data di entrata in vigore del Dl 137/2008e rivenienti dai finanziamenti attivati ai sensi dell'articolo 11 del Dl 318/1986, convertito dalla legge 488/1986, dall'articolo 1 della legge 430/1991 e dall'articolo 2, comma 4, della legge 431/1996, oltre a quelle relative ai finanziamenti per i quali non sono state effettuate movimentazioni a decorrere dal 1° gennaio 2008. Le stazioni appaltanti provvederanno a rescindere i contratti stipulati, quantificano le economie e ne danno comunicazione alla regione competente per territorio. La revoca è disposta con decreto istruzione, sentite le regioni competenti e le relative somme sono rassegnate per l'attivazione di opere di messa in sicurezza delle strutture scolastiche per mitigare il rischio sismico. La riassegnazione delle risorse a una diversa regione viene disposta sentendo la Conferenza unificata. Le risorse di lavori programmati e non avviati entro 2 anni possono essere nuovamente revocati e rassegnati. Identica soluzione se gli enti beneficiari dichiarano l'impossibilità a eseguire le opere. Il ministro dell'Istruzione, di concerto con quello delle Infrastrutture, nomina un soggetto attuatore che definisce gli interventi da effettuare per assicurare l'immediata messa in sicurezza di almeno 100 edifici scolastici in situazione critica sul fronte della sicurezza sismica. Il soggetto attuatore e la localizzazione degli edifici sono effettuati d'intesa con la Conferenza unificata. Il soggetto attuatore e la localizzazione degli edifici sono definiti da un cronoprogramma dei lavori sulla base delle risorse disponibili, d'intesa con il Dipartimento della protezione civile, sentita la Conferenza unificata. All'attuazione si provvede con decreti Economia su proposta del ministro competente, previa verifica dell'assenza di effetti peggiorativi sui saldi di finanza pubblica.

Valore abilitante della laurea in Scienze della formazione primaria (articolo 6). La disposizione attribuisce nuovamente all'esame di laurea in scienze della formazione primaria, comprensivo della valutazione delle attività di tirocinio previste dal percorso, il valore di esame di Stato che abilita all'insegnamento nella scuola dell'infanzia o nella scuola primaria, a seconda dell'indirizzo prescelto. La disposizione si applica anche a chi ha sostenuto l'esame di laurea conclusivo dei corsi di Scienze della formazione primaria nel periodo compreso fra l'entrata in vigore della legge 244/2007 e la data di entrata in vigore del decreto legge 137/2008.

Valutazione del comportamento degli studenti (articolo 2, commi 1 e 2). In sede di scrutinio intermedio e finale nelle scuole secondarie di primo e di secondo grado viene valutato il comportamento di ogni studente, anche in relazione alla partecipazione alle attività e agli interventi educativi realizzati dalle istituzioni scolastiche anche fuori dalla propria sede. La valutazione del comportamento a decorrere dall'anno scolastico 2008/2009 è espressa mediante l'attribuzione di un voto numerico espresso in decimi.

Valutazione del rendimento (articolo 3). Dall'anno scolastico 2008/2009 nella scuola primaria la valutazione degli apprendimenti - sia periodica, sia annuale - è espressa mediante l'attribuzione di voti numerici espressi in decimi e illustrata con giudizio analitico sul livello globale di maturazione raggiunto dall'alunno. Nella scuola primaria i docenti, con decisione assunta all'unanimità, possono non ammettere l'alunno alla classe successiva solo in casi eccezionali, comprovati da specifica motivazione. Valutazione degli apprendimenti, certificazione delle competenze e la valutazione dell'esame finale del ciclo sono effettuate mediante l'attribuzione di voti numerici espressi in decimi. Nella scuola secondaria di primo grado sono ammessi alla classe successiva o all'esame di Stato a conclusione del ciclo gli alunni che hanno ottenuto, con decisione assunta a maggioranza dal consiglio di classe, un voto non inferiore a sei decimi in ciascuna disciplina o gruppo di discipline. L'esito dell'esame conclusivo del primo ciclo è espresso con valutazione complessiva in decimi e illustrato con una certificazione analitica dei traguardi di competenza e del livello globale di maturazione raggiunti dall'alunno. Conseguono il diploma gli studenti che ottengono una valutazione non inferiore a sei decimi. Ci sono, poi, una serie di modifiche e integrazioni della normativa vigente, necessarie per le innovazioni introdotte. Una delle integrazioni specifica che la valutazione degli alunni handicappati è espressa in decimi. I docenti riferiscono ai genitori degli alunni i voti conseguiti e il livello globale di maturazione raggiunto. Sospesa l'applicazione della scheda personale dell'alunno, in attesa dell'entrata in vigore del regolamento previsto dal decreto legge, anche se consiglio di classe con la sola presenza dei docenti è tenuto a compilare e tenere aggiornata la scheda personale dell'alunno. Abrogata ogni altra disposizione incompatibile con la valutazione del rendimento scolastico mediante l'attribuzione di voto numerico espresso in decimi. Demandato a un regolamento di delegificazione il coordinamento delle norme vigenti per la valutazione degli studenti - tenendo conto anche dei disturbi specifici di apprendimento e della disabilità degli alunni - e la definizione di eventuali ulteriori modalità applicative.

Votazione sul comportamento (articolo 2, comma 3). La votazione del comportamento degli studenti espressa collegialmente dal consiglio di classe inferiore a sei decimi ha come conseguenza la non ammissione al successivo anno di corso o all'esame conclusivo del ciclo di studi. Un decreto Istruzione specificherà le modalità applicative e i criteri per correlare la particolare e oggettiva gravità del comportamento al voto inferiore a sei decimi. La disposizione si applica comunque dall'inizio dell'anno scolastico
Cioè... io non so se avete capito, ma questo è pazzesco. :-o

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Messaggio da Elena74 » 24 ottobre 2008, 13:33

guarda ale non mi nominare neanche la gelmini che ho la carogna.....
tu pensa che io ho una figlia di 6 anni che fa seconda elementare ed un figlio di quasi 3... ti immagini il mio/loro futuro?????????

anche perchè non molti sanno che la riforma comprende anche le scuole materne....

e dulcis in fundo abitando in una frazione di Torino, le strutture di materna e elementare potrebbero essere a rischio di chiusura...

quindi non mi parlare della Gelmini....
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Messaggio da AlessiaJackson » 24 ottobre 2008, 13:39

Per non parlare dell'articolo che più interessa a tutti noi universitari:
Art. 16.
Facoltà di trasformazione in fondazioni delle università


1. In attuazione dell'articolo 33 della Costituzione, nel rispetto delle leggi vigenti e dell'autonomia didattica, scientifica, organizzativa e finanziaria, le Università pubbliche possono deliberare la propria trasformazione in fondazioni di diritto privato. La delibera di trasformazione e' adottata dal Senato accademico a maggioranza assoluta ed e' approvata con decreto del Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze. La trasformazione opera a decorrere dal 1° gennaio dell'anno successivo a quello di adozione della delibera.

2. Le fondazioni universitarie subentrano in tutti i rapporti attivi e passivi e nella titolarità del patrimonio dell'Università. Al fondo di dotazione delle fondazioni universitarie e' trasferita, con decreto dell'Agenzia del demanio, la proprietà dei beni immobili già in uso alle Università trasformate.

3. Gli atti di trasformazione e di trasferimento degli immobili e tutte le operazioni ad essi connesse sono esenti da imposte e tasse.

4. Le fondazioni universitarie sono enti non commerciali e perseguono i propri scopi secondo le modalità consentite dalla loro natura giuridica e operano nel rispetto dei principi di economicità della gestione. Non e' ammessa in ogni caso la distribuzione di utili, in qualsiasi forma. Eventuali proventi, rendite o altri utili derivanti dallo svolgimento delle attività previste dagli statuti delle fondazioni universitarie sono destinati interamente al perseguimento degli scopi delle medesime.

5. I trasferimenti a titolo di contributo o di liberalità a favore delle fondazioni universitarie sono esenti da tasse e imposte indirette e da diritti dovuti a qualunque altro titolo e sono interamente deducibili dal reddito del soggetto erogante. Gli onorari notarili relativi agli atti di donazione a favore delle fondazioni universitarie sono ridotti del 90 per cento.

6. Contestualmente alla delibera di trasformazione vengono adottati lo statuto e i regolamenti di amministrazione e di contabilità delle fondazioni universitarie, i quali devono essere approvati con decreto del Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze. Lo statuto può prevedere l'ingresso nella fondazione universitaria di nuovi soggetti, pubblici o privati.

7. Le fondazioni universitarie adottano un regolamento di Ateneo per l'amministrazione, la finanza e la contabilità, anche in deroga alle norme dell'ordinamento contabile dello Stato e degli enti pubblici, fermo restando il rispetto dei vincoli derivanti dall'ordinamento comunitario.

8. Le fondazioni universitarie hanno autonomia gestionale, organizzativa e contabile, nel rispetto dei principi stabiliti dal presente articolo.

9. La gestione economico-finanziaria delle fondazioni universitarie assicura l'equilibrio di bilancio. Il bilancio viene redatto con periodicità annuale. Resta fermo il sistema di finanziamento pubblico; a tal fine, costituisce elemento di valutazione, a fini perequativi, l'entità dei finanziamenti privati di ciascuna fondazione.

10. La vigilanza sulle fondazioni universitarie e' esercitata dal Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze. Nei collegi dei sindaci delle fondazioni universitarie e' assicurata la presenza dei rappresentanti delle Amministrazioni vigilanti.

11. La Corte dei conti esercita il controllo sulle fondazioni universitarie secondo le modalità previste dalla legge 21 marzo 1958, n. 259 e riferisce annualmente al Parlamento.

12. In caso di gravi violazioni di legge afferenti alla corretta gestione della fondazione universitaria da parte degli organi di amministrazione o di rappresentanza, il Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca nomina un Commissario straordinario, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica, con il compito di salvaguardare la corretta gestione dell'ente ed entro sei mesi da tale nomina procede alla nomina dei nuovi amministratori dell'ente medesimo, secondo quanto previsto dallo statuto.

13. Fino alla stipulazione del primo contratto collettivo di lavoro, al personale amministrativo delle fondazioni universitarie si applica il trattamento economico e giuridico vigente alla data di entrata in vigore del presente decreto.

14. Alle fondazioni universitarie continuano ad applicarsi tutte le disposizioni vigenti per le Università statali in quanto compatibili con il presente articolo e con la natura privatistica delle fondazioni medesime.

Questo significa che potrebbero essere tagliati alcuni fondi e quindi questo potrebbe portare alla chiusura di alcuni atenei.
La possibità di diventare fondazioni private. A questo punto si creerebbero laureati di serie a e laureati di serie b visto che non tutti possono permettersi di pagare cifre da capogiro.
E tanti altri problemi che si possono benissimo leggere da questo articolo.

Non ho parole...

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Messaggio da Elena74 » 24 ottobre 2008, 13:47

esatto ale: serie a e serie b...

e la Gelmini continua a dire ma guardate che io non tolgo il tempio pieno.........

nooooooooooo semplicemente garantisci l'istruzione PUBBLICA solo al mattino e dai in gestione a cooperative PRIVATE l'istruzione del pomeriggio.... così se hai "gli euri" studi altrimenti.........t'attacchi....
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Messaggio da (valej) » 24 ottobre 2008, 14:02

non sto seguendo per motivi di tempo le vicendeecc che stanno dietro al decreto grazie Alessia quindi per averne postato le disposizioni...esprimo un MIO pensiero a riguardo:
1)L'insegnamnto della Costituzione visto il contenuto(organizzazione e funzionamento dello Stato,diritti e doveri fondamentali dei cittadini ecc)e quello relativo alla cittadinanza credo sia importante a qualsiasi eta' ..la difficoltà sta nel darne una conosecnza Adeguta all'eta degli studenti e al metodo di insegnamnto dei professori..della serie non "ammorbare"gli studenti nel costringerli ad imparare gli articoli della Costituzione ma far capire loro i principi fondamentali..stessa cosa per la cittadinanza.
2)pluralismo istituzionale( :-o )immagino l'insegnante che si ritrova di fronte ad una classe di studenti a spiegare il decentramento, la tipologia degli enti pubblici l'autonomia finanziaria il contenuto degli statuti regional e degli pubblici territoriali ecc cioe' praticamnte "na palla infinita"quando ho fatto l'esame di amministrtivo pregavo il Signore che non mi chiedessero nello specifico gli statuti( :smile: )
3)Esame di abilitazione per chi e' laureato in scienze della formazione..be mica si spaccano il cervelleto sui libri solo gli studenti di Giurisprudenza per passare l'esame di Stato :thefinger:
4)Valutazione del comportamnto dello studente ai fini del giudizio non servira a ridurre nessun fenomeno di bullismo o cose analoghe.
Valentina

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Messaggio da (valej) » 24 ottobre 2008, 14:05

non detto nulla riguardo al discorso finanza perche' non ho ancora letto i punti a riguardo stasera appena posso lo faccio Grande ALLESSIA per il topic :)
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Messaggio da AlessiaJackson » 24 ottobre 2008, 14:14

(valej) ha scritto: 3)Esame di abilitazione per chi e' laureato in scienze della formazione..be mica si spaccano il cervelleto sui libri solo gli studenti di Giurisprudenza per passare l'esame di Stato :thefinger:
Uno dei pochi punti che approvo... almeno noi che studiamo Giurisprudenza non saremo i soli... :smile:

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Messaggio da REBELJACKSON » 24 ottobre 2008, 17:34

Che se ne torni a casa sta pazza!!!!
E quell'altro bastardo della LEGA che sostiene che ogni regione deve avere gli insegnanti della stessa regione, ossia : in Sicilia solo insegnanti siciliani, in Lombardia solo lombardi e via dicendo. E poi sostengono che i professori del meridione non sono preparati. Beh, intanto nell amggior parte delle scuole del nord, una grossa percentuale di prof sono del sud. Quindi che si ritirino!!!
ABBASSO LA GELMINI E CHI LE STA DIETRO!
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Messaggio da Goofy » 24 ottobre 2008, 21:02

AlessiaJackson ha scritto:
(valej) ha scritto: 3)Esame di abilitazione per chi e' laureato in scienze della formazione..be mica si spaccano il cervelleto sui libri solo gli studenti di Giurisprudenza per passare l'esame di Stato :thefinger:
Uno dei pochi punti che approvo... almeno noi che studiamo Giurisprudenza non saremo i soli... :smile:
Ma infatti è una boiata in se l'esame di abilitazione, è assurdo che una laurea non sia abilitante. L'esame di abilitazione è solo un modo per far sganciare soldi a chi non ne ha.

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Messaggio da REBELJACKSON » 25 ottobre 2008, 16:01

Goofy ha scritto:
AlessiaJackson ha scritto:
(valej) ha scritto: 3)Esame di abilitazione per chi e' laureato in scienze della formazione..be mica si spaccano il cervelleto sui libri solo gli studenti di Giurisprudenza per passare l'esame di Stato :thefinger:
Uno dei pochi punti che approvo... almeno noi che studiamo Giurisprudenza non saremo i soli... :smile:
Ma infatti è una boiata in se l'esame di abilitazione, è assurdo che una laurea non sia abilitante. L'esame di abilitazione è solo un modo per far sganciare soldi a chi non ne ha.

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E stai sicuro che abilitato o no, non appena entri in classe (se sei insegnante) fai tutto il contrario di quanto ti hanno insegnato all'università e ai corsi Sissis. In poche parole te ne sbatti e segui il programma a modo tuo. Basta però che sai quello che insegni.
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Messaggio da AlessiaJackson » 28 ottobre 2008, 9:32

Un po' di striscioni... intanto il 30 Ottobre c'è lo sciopero generale...

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Messaggio da Karenina82 » 28 ottobre 2008, 14:50

Beh, intanto all' Università di Pavia sono saltate intere sessioni d'esame, così ci sono centinaia di studenti che probabilmente dovranno pagarsi anche la retta del prossimo anno non riuscendo a laurearsi nei tempi... Me compresa.

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Messaggio da REBELJACKSON » 28 ottobre 2008, 15:46

Anche se sono IPERCONTRARIA alla legge di ENTEROGELMINI, l'unica cosa che non sopporto è la STRUMENTALIZZAZIONE DEI BAMBINI.Ovvero, i maestri ,per le loro seppur giuste cause, usano i bambini ,facendo fare loro dei teatrini con impersonators di Gelmini-Berlusconi (caso finito in denuncia). Oppure,come recita un cartello su : I nostri maestri sono già unici. Sono sic ura che non è frutto dei piccoli alunni, ma dei maestri. Almeno, per come la vedo io.

Quanto al discorso INSEGNANTI REGIONALI:
Io l'anno scorso ho avuto la "fortuna" di una supplenza annuale in Veneto, Padova,per l'esattezza.Vi dirò che una grossa fetta di colleghi era tutta proveniente dal Meridione.
Quindi, se loro stessi chiamano gli insegnanti meridionali e poi arriva sta qui con suo compare Bossi che vogliono fare tagli di personale,che gli rimane? Quello che più mi disturba è che sta matta crede che i prof meridionali siano meno preparati di quelli del Nord. NIENTE DI PIU' FALSO!
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Messaggio da liberianboy » 28 ottobre 2008, 21:24

a me gelmini fa simpatia,ogni mattina è sul giornale ma nn leggo mai quello di cui parla guardo lei,non lo so mi attira..bho..
Mi manca l'idea di te.....

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Messaggio da REBELJACKSON » 28 ottobre 2008, 23:40

liberianboy ha scritto:a me gelmini fa simpatia,ogni mattina è sul giornale ma nn leggo mai quello di cui parla guardo lei,non lo so mi attira..bho..

A rimettite l'okkialiiiiiii!!!!!! Ma che t'attira de sta matta?
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Messaggio da Elena74 » 29 ottobre 2008, 11:54

Il Senato ha approvato la riforma con voti162 a favore, 134 contrari e tre astenuti.

sono senza parole
Ultima modifica di Elena74 il 29 ottobre 2008, 13:44, modificato 1 volta in totale.
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Messaggio da SunsetDriver » 29 ottobre 2008, 12:47

Non vedo il perchè di tutta questa confusione per il maestro unico. Molti di noi qui hanno fatto le scuole elementari con un solo maestro/a che riusciva a gestire tranquillamente 20-25 bambini. Forse quello che è cambiato è che i nuovi laureati non sono preparati in tutte le materie o forse è meglio avere 3-4 maestri per una classe di 15 alunni così i maestri lavorano meno ore a settimana?

E se qualcuno mi viene a dire che 3-4 maestri hanno maggiore controllo sugli alunni indisciplinati, ricordatevi che i primi educatori sono i genitori. Quindi se un bambino/ragazzo ha un certo comportamento a scuola è per come gli hanno insegnato a comportarsi a casa.

Riguardo alle università, vorrei tanto chiedere agli studenti che stanno manifestando se hanno chiesto ai loro rettori che fine hanno fatto i soldi del FFO (Fondo di Finanziamento Ordinario, soldi che vanno alle università), come sono stati investiti?. Quei soldi sono stati spesi per nuove attrezzature/servizi per gli studenti oppure sono solo serviti per mandare i docenti ai corsi di aggiornamento/meeting/cene da mettere su conto spese?

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Messaggio da SunsetDriver » 29 ottobre 2008, 12:56

Elena74 ha scritto:e dulcis in fundo abitando in una frazione di Torino, le strutture di materna e elementare potrebbero essere a rischio di chiusura...
Perchè secondo te ha senso mantenere aperte scuole/asili semi-deserte disperse nelle frazioni? E' un costo non indifferente. Magari all'inizio quelle scuole erano piene e molto frequentate, ma se negli anni gli alunni sono sempre meno è più conveniente chiuderle. Che senso ha avere 10 maestri per 4 classi in una scuola di paese? (sto generalizzando e non riferendomi alla tua situazione).

Qui la colpa non è certo del Governo ma delle istituzioni come i Comuni o ditte di edilizia che hanno speculato nel costruire le scuole dove capitava piuttosto che rispettare le regole basilari della Tecnica Urbanistica (tot scuole per alunni, tot distanza dal nucleo abitativo...). Purtroppo alcune persone di quegli ambiti pensano ai propri interessi piuttosto che a quelli della comunità.

Romy
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Messaggio da Romy » 29 ottobre 2008, 13:18

Ed Io non potrò più insegnare Educazione artistica nelle scuole medie perchè verrà affidata ai maestri di matematica... :sad: ,si toglie lavoro a tanti insegnanti che hanno studiato per questo! :???:

Elena74
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Messaggio da Elena74 » 29 ottobre 2008, 13:37

Enri non è tanto il maestro unico.
Io con i miei 34 anni sono andata a scuola con un unica maestra, sono viva e lavoro.
Ma oggi la situazione scolastica è molto diversa dai miei tempi e ciò che un bambino futuro uomo deve conoscere è molto di più di quello che insegnavano a noi. Una mestra di lettere eccelle nella sua materia ma non in matematica, pertanto l'insegnamento di quest'ultima materia risulterebbe più grossolano. E se non si fondano le basi alle elementari come arrivano i bambini alle medie? Mia figlia 7 anni, studia informatica! Da una parte è una follia ma la società e il futuro vuole questo. Le fondamenta sono le elementari se "costruiamo" delle basi vacillanti hai presente??? Inoltre nel caso specifico nella classe di mia figlia c'è una disabile che ha bisogno di una insegnante di sostegno per lei e anche per gli altri alunni, in caso di necessità la porta fuori dell'aula...I tagli verranno fatti anche in questo settore:come fa un maestro unico a gestire gli alunni + una disabile? le conseguenze sono o che la lezione viene momentaneamente sospesa o che si torna a 100 fa quando i disabili erano tenuti a casa nascosti dal mondo! Ma ti pare???
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Messaggio da Elena74 » 29 ottobre 2008, 13:41

E poi l'orario viene dimezzato! L'insegnamento pubblico viene garantito solo al mattino nel pomeriggio sono presenti si gli insegnanti ma gestiti da una cooperativa PRIVATA che va PAGATA pertanto come ho già scritto, se vuoi far studiare tuo figlio devi PAGARE...e che non mi si dica che il bambino che va a scuola solo al mattino avrà la stessa preparazione di chi va a scuola anche il pomeriggio.
L'esito di questo decreto alla fine si può riassumere dicendo che la scuola da bene PUBBLICO è diventato bene PRIVATO.
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Messaggio da Elena74 » 29 ottobre 2008, 13:46

Il problema è stato anche dell'informazione: i giornalisti hanno illustrato solo alcuni cambiamenti che il decreto avrebbe portato e guarda caso quelli che sotto un certo punto di vista non cambiavano granchè certe situazioni....quindi chi ovviamente ha solo seguito i telegiornali non sa quando invece verrà stravolto.
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Messaggio da Elena74 » 29 ottobre 2008, 13:46

scusate l'infervoramento ma con una figlia di 7 anni ed uno di 2 e mezzo vedo il futuro molto molto grigio... (e sono positiva non ho detto nero)
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Messaggio da SunsetDriver » 29 ottobre 2008, 13:48

Cmq qui mi sembra che la gente vada in piazza giusto per andarci e senza nemmeno sapere il perchè stanno protestando.
Tant'è che girano informazioni anche sbagliate.

Googlando ho saputo che non è che le scuole di provincia/paese verranno chiuse ma verranno solo accorpate le mansioni amministrative. Ciò vuol dire che 3-4 plessi di uno stesso Comune saranno accorpati amministrativamente ma NON chiusi.

(Legge 133) e NON Decreto Gelmini.

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Messaggio da Elena74 » 29 ottobre 2008, 13:55

SunsetDriver ha scritto:Cmq qui mi sembra che la gente vada in piazza giusto per andarci e senza nemmeno sapere il perchè stanno protestando.
Tant'è che girano informazioni anche sbagliate.

Googlando ho saputo che non è che le scuole di provincia/paese verranno chiuse ma verranno solo accorpate le mansioni amministrative. Ciò vuol dire che 3-4 plessi di uno stesso Comune saranno accorpati amministrativamente ma NON chiusi.

(Legge 133) e NON Decreto Gelmini.
sul fatto di andare in piazza senza sapere il perchè ti quoto perchè molti studenti protestano giusto x fare sciolpero.
per il discorso chiusura posso dirti che nel mio caso non accorpano nulla il minimo di bambini di scuola materna deve essere 50 nella materna dove forse il prossimo anno NON andrà mio figlio sono 40 quindi la chiudono o se vogliamo dire accorpano con un altra struttura del comune, diciamolo con il risultato che la mia frazione è sotto un comune che dista parecchio e non ha mezzi pubbllici che lo raggiungano. E questa scuola materna è stata completamente ristrutturata 2 anni fa. Decreto Gelmini o legge il cambiamento c'è.
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Messaggio da REBELJACKSON » 30 ottobre 2008, 0:39

Romy ha scritto: Educazione artistica nelle scuole medie perchè verrà affidata ai maestri di matematica... :sad: ,si toglie lavoro a tanti insegnanti che hanno studiato per questo! :???:
qUESTA NON L'HO CAPITA! :???: gLI INSEGNANTI DI MATEMATICA INSEGNERANNO ARTE? MA CHE DISCORSI SONO MAI QUESTI?
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Messaggio da REBELJACKSON » 30 ottobre 2008, 0:49

Ho dimenticato un altro punto a favore della Gelmini.
DACCORDISSIMO CON LA BOCCIATURA COL 5 IN CONDOTTA.
Da ragazzina a scuola, bacchettate, scappellotti, tirate di orecchie e anche cinghiate ne prendevo a volontà perchè ero troppo ribelle e le suore o i maestri per punirmi ricorrevano alle maniere forti,che anche se facevano male, erano molto temute e quindi aiutavano a farti comportare bene.
Oggi se sfiori un bambino anche per una semplice carezza di lode, passi per pedofilo, o se lo rimproveri o lo picchi vai in galera dopo essere stato attaccato da un branco di genitori imbufaliti.
Se poi sei un professore buono, largo di voti (io ero stitica di voti),simpatico e con la battuta pronta, i ragazzi se ne approfittano. E siccome non puoi punirli ne approfittano. Io davo doppia razione di esercizi e studio delle regole e Vocabulary del giorno ai ragazzi che si comportavano in classe durante le lezioni.
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Messaggio da REBELJACKSON » 30 ottobre 2008, 0:51

REBELJACKSON ha scritto:Ho dimenticato un altro punto a favore della Gelmini.
DACCORDISSIMO CON LA BOCCIATURA COL 5 IN CONDOTTA.
Da ragazzina a scuola, bacchettate, scappellotti, tirate di orecchie e anche cinghiate ne prendevo a volontà perchè ero troppo ribelle e le suore o i maestri per punirmi ricorrevano alle maniere forti,che anche se facevano male, erano molto temute e quindi aiutavano a farti comportare bene.
Oggi se sfiori un bambino anche per una semplice carezza di lode, passi per pedofilo, o se lo rimproveri o lo picchi vai in galera dopo essere stato attaccato da un branco di genitori imbufaliti.
Se poi sei un professore buono, largo di voti (io ero stitica di voti),simpatico e con la battuta pronta, i ragazzi se ne approfittano. E siccome non puoi punirli ne approfittano. Io davo doppia razione di esercizi e studio delle regole e Vocabulary del giorno ai ragazzi che si comportavano in classe durante le lezioni.
Per cui ora se il ragazzo si comporta male c'è questa legge che propone la bocciatura col 5 in condotta.
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Messaggio da SunsetDriver » 2 novembre 2008, 9:12

Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha annunciato che è stata rinviata la riforma universitaria. :)

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Messaggio da AlessiaJackson » 30 novembre 2008, 19:15

Il Senato ha dato il primo via libera al decreto Gelmini sull'università che passa ora all'esame della Camera.

Il provvedimento contiene norme considerate urgenti sul diritto allo studio, la valorizzazione del merito e la qualità del sistema universitario, salutato dal ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini come "il primo passo verso la rivoluzione di un sistema paralizzato". Il voto finale, per alzata di mano, ha registrato il sì di Lega Nord e Pdl, il voto contrario di Idv e Pd mentre l'Udc, per protesta, non ha partecipato.

Il testo introduce norme per la trasparenza dei bilanci degli Atenei, una stretta sui cosiddetti baroni che vedranno stipendi e carriera legati alla produttività, nuove regole per assunzioni, concorsi e misure per il rientro dei cervelli. Ecco in dettaglio le principali misure del decreto:

I PUNTI DELLA RIFORMA - Blocco del turn-over nelle università con i bilanci in rosso, ma parziale deroga per gli atenei virtuosi. Nuove regole per l’assunzione di docenti e ricercatori e ripartizione delle risorse tenendo conto del merito. Ancora, norme «anti-baroni» e strumenti per richiamare in Italia i «cervelli» fuggiti all’estero. L’obiettivo del provvedimento, hanno spiegato il ministro e il relatore del provvedimento, Giuseppe Valditara, può tradursi in due parole: «trasparenza» e «merito».

TURN OVER - Blocco delle assunzioni per le università che chiudono i bilanci annuali in rosso. Per gli atenei poco virtuosi, inoltre, esclusione dalla ripartizione dei fondi relativi agli anni 2008-2009. Non solo: le università che spendono più del 90% dei finanziamenti statali (Fondo di Finanziamento Ordinario) in stipendi non potranno bandire concorsi per docenti, ricercatori o personale amministrativo. Spiraglio, e parziale deroga al blocco, per gli atenei che chiudono in pareggio o risparmiano: «possono procedere ad assunzioni di personale nel limite di un contingente corrispondente ad una spesa pari al cinquanta per cento di quella relativa al personale a tempo indeterminato complessivamente cessato dal servizio nell’anno precedente». Inoltre, tale somma «per una quota non inferiore al 60%» va destinata all’assunzione di nuovi ricercatori. I bandi di concorso per posti da ricercatore già banditi sono esclusi dal turn over (si tratta di 2.300 ricercatori). Esclusi anche gli enti di ricerca (secondo il ministero, in totale verranno assunti 4.000 ricercatori).

CONCORSI - Cambia la prassi concorsuale. Le commissioni che dovranno reclutare docenti sono composte da un ordinario nominato dalla facoltà e da quattro professori sorteggiati sulla base di una lista di 12 docenti, eletti a loro volta da una lista di ordinari del settore scientifico disciplinare oggetto del bando. Un sistema «che ha dei limiti», ha ammesso il ministro Gelmini, ma che serve a «dare un netto segnale di discontinuità rispetto ad una prassi ormai insostenibile». I ricercatori saranno reclutati da commissioni composte da un professore associato nominato dalla facoltà che richiede il bando e da 2 professori ordinari sorteggiati da una lista di commissari eletti tra i professori appartenenti al settore disciplinare oggetto del bando. La valutazione dei candidati avverrà secondo parametri riconosciuti anche in ambito internazionale. La «nuova» commissione sarà operativa anche se, grazie a un emendamento bipartisan approvato in commissione, i termini per la presentazione delle domande ai concorsi già banditi sono stati riaperti.

STRETTA SUI «BARONI» - Giro di vite per i «baronati» negli atenei. E’ quanto prevede un pacchetto di emendamenti presentati dal relatore Valditara e approvati in commissione. Per fare carriera e aver diritto a scatti di anzianità, infatti, bisognerà dimostrare di aver effettuato ricerca scientifica (con tanto di pubblicazioni certificate da un’apposita Anagrafe nazionale aggiornata con periodicità annuale del ministero): gli scatti biennali destinati a maturare dal 1 gennaio 2011 «sono disposti previo accertamento da parte della autorità accademica della effettuazione nel biennio precedente di pubblicazioni scientifiche». La mancata effettuazione di pubblicazioni, si legge, «comporta la diminuzione della metà dello scatto biennale» e l’esclusione «dalla ripartizione dei fondi Prin».

TRASPARENZA - Bilanci trasparenti e on line per gli atenei. Annualmente, prevede un emendamento approvato in commissione, il rettore presenta al cda e al Senato accademico «una relazione concernente i risultati dell’attività di ricerca» nonchè «i finanziamenti ottenuti da soggetti pubblici e privati». La relazione sarà poi pubblicata sul sito dell’Ateneo. Se il rettore non ottempera ai suoi obblighi, rischia delle penalità nella ripartizione delle risorse.

RIENTRO DEI CERVELLI - I «cervelli» italiani fuggiti all’estero dovranno tornare in Italia. Ma non solo: il Bel Paese dovrà tornare a essere «a pieno titolo una delle capitali del sapere nel mondo, aperta ai migliori talenti». Con questo obiettivo nasce una norma introdotta in commissione che permette alle università di procedere alla copertura di posti di professore ordinario e associato o di ricercatore tramite la «chiamata diretta» di studiosi «stabilmente impegnati all’estero» o di «chiara fama».

RISORSE - Più soldi per gli atenei virtuosi e per gli studenti meritevoli. Nella ripartizione delle risorse, infatti, sarà considerata la qualità dell’offerta formativa dell’ateneo, così come quella della ricerca scientifica e l’efficienza delle sedi didattica. Con questi criteri, sarà distribuita una quota non inferiore al 7% delle risorse complessive (ma l’obiettivo, ha annunciato il ministro, è arrivare presto al 30%). Le università più virtuose saranno individuate in tempi molto brevi attraverso i parametri di valutazione Civr (Comitato di indirizzo per la valutazione della ricerca) e Cnvsu (Comitato nazionale valutazione del sistema universitario). Più soldi anche per il diritto allo studio: 65 milioni di euro, per il 2009, per la realizzazione e la manutenzione delle residenza universitarie (1700 posti letto in più), mentre il Fondo per le borse di studio verrà incrementato con 135 milioni di euro. «E’ l’incremento di risorse più forte di sempre», ha commentato il ministro.

Fonte: Corriere della Sera

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Messaggio da REBELJACKSON » 1 dicembre 2008, 1:16

Ma questa ancora è viva?
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Messaggio da AlessiaJackson » 1 dicembre 2008, 11:03

Su quest'ultima riforma sono più che d'accordo.... brava, Gelmini! :)

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Messaggio da AlessiaJackson » 21 marzo 2009, 9:36

Gelmini: "Salterà la maturità chi avrà un cinque in pagella"

Basterà un cinque in una qualsiasi materia per non essere ammessi all’esame di maturità. Resta determinante poi ai fini della bocciatura il voto in condotta insufficiente. Se lo studente merita cinque per il suo comportamento scorretto non avrà scampo. Anche con un ottimo profitto dovrà ripetere l’anno. La scorsa settimana il consiglio dei ministri ha licenziato il nuovo regolamento sulla valutazione nelle scuole di ogni ordine e grado. Un provvedimento necessario per dissipare tutti i dubbi sulle novità introdotte dal ministro dell’Istruzione, Mariastella Gelmini.

E il ministro coglie l’occasione di un convegno a Milano per ribadire che «con un cinque non si viene ammessi agli esami di maturità». Obbiettivo delle scelte del governo è quello di raggiungere «maggior rigore nella valutazione degli apprendimenti, oltre che severità e disciplina nella valutazione dei comportamenti», spiega il ministro che ritiene indispensabili tali elementi «per formare cittadini che domani siano consapevoli dei propri diritti e dei propri doveri». Poi più in generale, la Gelmini parla di «valutazione equilibrata», che esclude «l’egualitarismo e il livellamento che c’è stato fino ad oggi, frutto della cultura del ’68». Un appiattimento, prosegue il ministro, «che noi non condividiamo e non ci sentiamo di poter confermare per il futuro» perché ora si deve andare «verso una scuola della responsabilità e del merito».

Con il regolamento sono state chiarite in modo più specifico tutte le circostanze che possono portare ad un voto insufficiente in condotta. Valutazione che potrà essere disposta dal collegio dei docenti per gravi violazioni dei doveri degli studenti, definiti dallo Statuto delle studentesse e degli studenti. Sono considerate «gravi violazioni» la mancata frequenza regolare dei corsi e il mancato assolvimento degli impegni di studio. La mancanza di rispetto nei confronti sia dei docenti sia dei compagni. Il mancato rispetto del regolamento di istituto. Il danneggiamento del patrimonio scolastico.

Lo studente che commette una grave mancanza però avrà una seconda occasione. Nel regolamento infatti viene specificato che «per prendere un’insufficienza in condotta si deve aver già preso una sanzione disciplinare». Soltanto nel caso in cui il comportamento indisciplinato si dovesse ripetere «il consiglio di classe può decidere per l’attribuzione del cinque». In sostanza «la sanzione disciplinare funzionerà come un cartellino giallo dopo il quale se i comportamenti gravi persistono il consiglio di classe darà il cartellino rosso, ovvero il cinque in condotta».

Si conferma poi il ritorno della valutazione in decimi sia nella scuola elementare sia nelle medie. Anche per l’ammissione all’esame di stato di terza media gli alunni dovranno conseguire la sufficienza in tutte le materie, compreso ovviamente il voto di condotta. Agli alunni particolarmente meritevoli potrà essere assegnata la lode. Anche l’educazione fisica infine farà media con gli altri voti.

______________________________


Gelmini: «Corsi di laurea ridotti del 20%.

Già 32 mila richieste di pensionamento»
Il ministro: «Così si riducono i 42 mila posti in meno per i precari». Tetto del 30% per gli stranieri a scuola


ROMA - «Quasi 32 mila insegnanti hanno chiesto di andare in pensione, 12 mila in più dell'anno scorso, e 8 mila richieste di pensionamento sono state presentate dal personale Ata (lo scorso anno furono 6 mila)»: queste le cifre fornite dal ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, in una conferenza stampa a Palazzo Chigi. Questo significa, ha aggiunto il ministro, che con 32 mila pensionamenti, i 42 mila posti in meno per i precari previsti a inizio anno si riducono notevolmente (il taglio potrebbe riguardare 18mila unità).

TETTO PER GLI STRANIERI A SCUOLA - «Stiamo pensando all'introduzione di un tetto intorno al 30%» della presenza di alunni stranieri a scuola ha aggiunto la Gelmini. «Non credo che ciò sia possibile a partire dal prossimo anno ma dal successivo. Comunque sto chiedendo ai dirigenti uno sforzo per risolvere già dal prossimo anno i casi limite», ha aggiunto citatondo il caso della scuola «Pisacane» di Roma. «Una vicenda che fa riflettere», ha detto il ministro per il quale è importante accompagnare i bambini stranieri nella conoscenza della lingua italiana. Per il ministro la conoscenza della lingua e della Carta Costituzionale sono «due elementi necessari per l'integrazione.

«CORSI DI LAUREA RIDOTTI DEL 20%» - Il ministro ha anche ribadito che «a partire dal prossimo anno accademico i corsi di studio degli atenei si ridurranno del 20% rispetto a quelli attivati quest'anno». Gli obiettivi del ministero sono disattivare i percorsi formativi non essenziali, rendere più razionale l' organizzazione delle attività didattiche per offrire agli studenti didattica di qualità. In questi anni, è stato sottolineato, si è assistito «ad una proliferazione dei corsi di laurea non sempre motivata da reali esigenze del mercato del lavoro». All'inizio dell'anno accademico 2007/2008 i corsi di primo livello (laurea triennale) e di secondo livello (laurea specialistica) erano 5.879.

IL 5 IN CONDOTTA - La Gelmini è anche tornata sul tema del cinque in condotta, specificando che il ritorno alla valutazione del comportamento «è stato una necessità, non una scelta». Quello varato in materia, ha spiegato il ministro, «è un provvedimento equilibrato». «Non lascia al singolo docente la valutazione - ha spiegato - ma sarà frutto di una decisione collegiale. Il collegio dei docenti deciderà il voto da assegnare e il 5 in condotta potrà essere attribuito previa sanzione disciplinare. Inoltre - ha aggiunto - molti ragazzi dal voto in condotta verranno premiati dal momento che esso potrà anche alzare la media. Bisogna aver fiducia - ha concluso il ministro - nella capacità di giudizio degli insegnanti». «Anch'io ho preso un 5, ma non sono mai stata rimandata» ha aggiunto la Gelmini, rispondendo ad una domanda sul 5 in condotta.

NAPOLITANO - Sui tagli alle università si è espresso anche il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano rispondendo all'appello del rettore dell'Università di Modena e Reggio Emilia Aldo Tomasi. «È necessario che le università continuino il loro sforzo di autoriforma e che siano poste in condizioni di fare la loro parte attraverso serie e coerenti politiche pubbliche», ha detto il presidente. Alla Fondazione Marco Biagi, il rettore Tomasi ha parlato di «grandi difficoltà e grave crisi degli atenei italiani in parte per responsabilità dell'università stessa che non ha utilizzato bene l'autonomia di ricerca e didattica. Ma da questo al taglio dei fondi ad un livello che non consentirà di rispettare regole di bilancio, si potrebbe pensare a un intento punitivo». Napolitano ha ascoltato e come altre volte ha invitato le università a fare la loro parte e a confrontarsi con «le gravi difficoltà e le complesse sfide cui il nostro sistema universitario è esposto».
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