Due milioni per l'Obama day

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AlessiaJackson
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Due milioni per l'Obama day

Messaggio da AlessiaJackson » 20 gennaio 2009, 12:59

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La mano destra sulla Bibbia di Lincoln, due milioni ad applaudirlo.

La cerimonia per l’insediamento del primo presidente afroamericano degli Stati Uniti inizia alle 11.30 in punto sui gradini di Capitol Hill con le note della banda del corpo dei Marines e del coro «Boys and Girls» di San Francisco, di fronte ad un Mall riempito da un folla prevista di oltre due milioni di anime ad una temperatura sotto lo zero. Il benvenuto spetta a Dianne Feinstein, la senatrice della California presidente dell’Inaugurazione che in giugno ospitò a casa sua l’incontro di riappacificazione fra Obama e Hillary Clinton al termine delle primarie. Subito dopo c’è l’«invocazione a Dio» di Rick Warren, il pastore conservatore della chiesa di Saddleback considerato dai gay un nemico giurato, seguito dalla voce di Aretha Franklin, che già cantò per Bill Clinton. Il primo a giurare è il vicepresidente Joeseph Biden jr, nelle mani di John Paul Steven, il più liberal e anziano giudice della Corte Suprema che, superati gli 88 anni, è il più probabile candidato a lasciare il posto ad un successore designato da Obama.

Nell’ultimo interludio musicale i protagonisti sono il compositore John Williams, autore fra l’altro della colonna sonora di «Guerre Spaziali» assieme ai musicisti Itzhak Perlman, Yo-Yo Ma (che esibisce un violoncello anti-congelamento), Gabriela Montero e Anthony McGill. Conclusa l’ultima nota, alle 12, gli Stati Uniti hanno il loro 44° presidente quando il vincitore dell’Election Day giura con il nome di Barack Hussein Obama II - in omaggio all’omonimo padre - ponendo la mano destra sulla Bibbia adoperata da Abramo Lincoln il 4 marzo 1861, 1280 pagine rilegate in velluto e oro, pronunciando la formula prevista dalla Costituzione: «Giuro che eseguirò fedelmente la carica di presidente degli Stati Uniti, lo farò al meglio della mia abilità per preservare, proteggere e difendere la Costituzione degli Stati Uniti». A raccogliere il giuramento di Obama, affiancato dalla moglie Michelle e dalle figlie Malia e Sasha, è il presidente della Corte Suprema John Roberts, nominato da George W. Bush, conservatore di razza e ritenuto il prossimo avversario di Obama su questioni roventi come matrimonio gay, pena di morte e ricerca sulle cellule staminali. Il discorso di Obama sull’inizio di «un’era di responsabilità» è seguito dalla lettura di un poema della newyorkese Elizabeth Alexander, lasciando al reverendo Joseph Lowery la benedizione finale prima dell’inno suonato dai «Sea Changers», la banda della Us Navy.

Al termine della cerimonia, Obama accompagna l’ex presidente Bush e la moglie Laura all’elicottero «Marine One» diretto alla base di Andrews, recandosi poi nella Statuary Hall del Campidoglio per il pranzo in onore di 200 vip selezionati di Washington a base di pietanze lincolniane - ostriche, fagiano e dolce di mele - seguito, alle 14.30, dall’inizio della parata. Si muove dal Capitol, percorre Constitution Avenue e quindi Pennsylvania Avenue accompagnando il presidente fino al 1600, l’entrata della Casa Bianca. La composizione della parata racconta l’identità di Obama. Oltre ai corpi scelti di tutte le armi e al reggimento «pifferi e tamburi» delle Giubbe Rosse, ci sono 90 gruppi che marciano, incluso il carro allegorico delle Hawaii con un vulcano di cartapesta, la banda del liceo di Punahou di Honolulu dove Barack ha studiato, la scuola «Young Magnet» di Chicago dove è cresciuta Michelle e gli ultimi aviatori Tuskegee ancora in vita, che durante la Seconda Guerra Mondiale servirono in un’unità simbolo della segregazione. Alle 18 la parata si conclude e Washington diventa palcoscenico dei dieci «Inaugural Balls» a cui gli Obama partecipano, a cominciare dal «Neighborhood Ball» voluto da Barack per incontrare «cittadini giunti da ovunque».

Fonte: La Stampa

AlessiaJackson
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Messaggio da AlessiaJackson » 20 gennaio 2009, 20:22


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Messaggio da AlessiaJackson » 20 gennaio 2009, 20:33

Il cambiamento è anche online: Whitehouse.gov si rinnova

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Il cambiamento è arrivato. Anche sul web. Il sito della Casa Bianca, con l'investitura di Barack Obama cambia volto. E non potrebbe essere altrimenti per un politico che ha puntato tutta la sua campagna elettorale proprio sul web. Tre i punti che hanno ispirato il restyling del sito whitehouse.gov: comunicazione, trasparenza e partecipazione.

Comunicazione. In tempi di guerra e crisi economica i cittadini hanno bisogno di notizie tempestive e dettagliate. «Forniremo -si legge sul sito - informazioni accurate e approfondite, fruibili attraverso feed rss, una brefing room dove sarà possibile leggere gli ultimi comunicati, un blog e una mailing list.

Trasparenza. L'obiettivo dichiarato dell'amministrazione Obama è «essere la più trasparente della Storia». Tutti gli atti e gli ordini esecutivi del Presidente saranno pubblicati tempestivamente sul sito.

Partecipazione. Il coinvolgimento della cittadinanza è una delle priorità di Obama. Non ci sarebbe stato il successo delle primarie senza la comunity online dei suoi sostenitori. E la ricetta non cambierà ora che Obama è ufficialmente Presidente. Tutte le bozze di disegni di legge non urgenti, prima di essere firmati, saranno pubblicati sul sito della Casa Bianca. I cittadini potranno liberamente commentarli o criticarli. Ed eventualmente inviare suggerimenti e proposte tramite un apposito form.

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