Prince, ribellione ai discografici e vendite record
"Chiamatelo l'Artista precedentemente disponibile nei negozi". Così Prince si è lasciato ribattezzare con affetto dall'associazione britannica degli edicolanti, parafrasando la sua ribellione di qualche anno fa, quando rifiutò il suo nome d'arte e si fece chiamare per qualche anno "L'Artista precedentemente conosciuto come Prince". Di ribellione si torna a parlare, ma stavolta la rivolta contro i discografici lo ha ripagato in modo clamoroso.
Il folletto di Minneapolis ha infatti deciso di scavalcare la major Sony Bmg, preferendo distribuire nelle edicole il nuovo album Planet Earth (il 24mo in quasi tent'anni di carriera), allegato al giornale Mail On Sunday. Risultato: in soli cinque giorni il disco ha bruciato i 3 milioni di copie, un record assoluto per lui. Il 16 luglio l'album è uscito in tutti i negozi, ma la mossa di Prince ha portato alle proteste di molti esercenti e alla rottura con la casa discografica.
Da tempo Roger Nelson (questo il suo vero nome) è convinto che l'industria musicale, invece di aiutare gli artisti, non faccia altro che ostacolarli nell'arrivare alla gente. Tempo fa tentò la carta della sola distribuzione su Internet, ma fu fallimento. Stavolta è andata alla grande e il genio nero del pop fa sapere di non aver ancora intenzione di fermarsi: Planet Earth sarà regalato a tutti coloro che prenoteranno i primi posti di fronte al palco per le varie tappe del tour mondiale.
La tournée partirà il 1 agosto a Londra e proseguirà fino al 21 settembre. Inizialmente erano privisti solo cinque concerti, ma il travolgente successo del nuovo album Planet Earth ha praticamente costretto Prince a fissarne altri 16.
fonte: tiscali.it
Può Prince modificare da solo l’intera industria musicale?
E’ bastato un cambio di rotta, una piccola modifica nella catena commerciale per far gocciolare le fronte ai grandi manager britannici che guidano le case discografiche.
Il nuovo disco di Prince è stato distribuito in UK con il quotidiano Mail On Sunday (il 15 Luglio), delle 3 milioni di copie stampate sono state comprate 2.8 milioni, un record che non sarebbe arrivato con la normale distribuzione: il motivo? Era gratis (il precedente ‘3121’ ha venduto solo 80.000 copie).
Il giornale si è accollato tutti i costi di stampa e di promozione investendo circa 750.000 Euro, il ritorno economico è arrivato dall’alto numero di copie vendute (secondo solo all’edizione della morte di Diana) e dall’aumento del traffico pubblicitario.
Per Prince l’incasso arriverà dai concerti, dalle 21 date che terrà all’Arena O2 di Londra.
E’ il nuovo modo di concepire, realizzare e distribuire musica, ma è anche il peggiore incubo di tutte le case discografiche che si vedono estromesse da introiti sicuri.
Le major si arrabbiano, il Mail On Sunday, invece, inizia a ricevere le prime richieste da parte di altri artisti, attirati dai numeri prodotti dall’operazione Prince; la filosofia del far pagare la musica alla pubblicità (cosa sana e giusta) è piaciuta anche al popolo del web che ha iniziato a ospitare “Planet Earth” (il titolo del disco di Prince) tra le proprie pagine, sotto forma di MP3 gratuiti: “Dal momento che voleva far arrivare la sua musica a più persone possibile, ho crackato il CD e l’ho messo in download”, scrive sicuro un blogger.
Musica libera, gli artisti che guadagnano dai concerti, il fallimento del sistema commerciale: la rivoluzione digitale.
fonte: rockstar
PS: in alcuni articoli della stampa estera viene riportato che il precedente album 3121 di Prince in Inghilterra ha venduto solo 80.000 copie. :?
Enrico